Raccogliamo pulp.
Non la polpa nobile — quella se la prendono gli altri.
La nostra è il residuo, il detrito, l'epifania domestica che nessuno ha pensato di protocollare.
Lavoriamo con il rumore di fondo.
Lo ascoltiamo, lo esaminiamo, lo trasmutiamo.
Quello che esce è un Rapporto Ufficiale — o, come diciamo internamente, un Rapproto.
Non seguiamo un genere.
Seguiamo il materiale.
A volte è un libro. A volte è un'immagine.
A volte è qualcosa che non ha ancora un nome e che probabilmente non lo troverà mai.
Non importa la forma.
Importa che il fatto esista, che venga visto, e che riceva il timbro che merita.